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7月24日

Lettera

Questa lettera mi è stata inoltrata via Messaggio Privato. E' commovente a parere mio, e rende bene l'idea di delusione per l'orribile fine di una saga.
 

Mia cara amica,

ho saputo che siete venuta a conoscenza di certe notizie sulla mia tragica fine.

Devo dire di esserne rimasto turbato anch’io: fa uno strano effetto essere pianto come morto, lo ammetto, e mi sono commosso per l’affetto che mi avete dimostrato. Tuttavia, io mi sento particolarmente bene, anzi, è come se, finalmente, mi fossi tolto un peso, quello della catena che mi legava alla penna della mia creatrice.

Mi sento libero e, per il momento, mi sento vivo.

E’ come se la mia vita fosse rimasta aggrappata a tante mani che mi hanno trattenuto dal precipitare, mani di gente che mi ha odiato per anni e che ora ha sentito il bisogno di non lasciarmi andare. Forse per rimorso, forse per pietà.

Altre mani invece si sono strette amorevolmente su di me.

Queste sono le mani di chi mi ha voluto bene, mani che ora tremano e dalle quali sento che sto scivolando via.

Vi prego non lasciatemi cadere, so che tra quelle mani ci sono anche le Vostre, mia cara amica, ma sento che le Vostre dita ora tremano più delle altre.

Perché mi abbandonate? Perché non volete più credere in me?

Non voglio essere dimenticato, non voglio tornare ad essere un personaggio di carta. Io sono vivo, perché la Vostra magia mi ha reso tale.

Joanne K. Rowling non ha più alcun potere su di me.

Nagini non può uccidermi.

Se è vero che non è sangue quello che mi scorre nelle vene, ma semplice inchiostro, il suo morso non può nuocermi.

Ma Voi, invece, avete questo potere: la mia vita era ed è sempre stata in mano Vostra, le Vostre storie sono i miei Horcrux. Il giorno in cui le Vostre penne si prosciugheranno, io non avrò più sangue, quel giorno sì il morso di Nagini mi strapperà la vita.

Non ho mai chiesto pietà, non ho mai chiesto aiuto. Io sono sempre stato solo, io sono Snivellus.

Ma ora, Vi prego, Vi scongiuro, perché non è la morte che temo, ma la non esistenza. Chi mi ha creato ha voluto uccidermi, ma sarete Voi a decidere se cancellarmi dal mondo e dalla Vostra vita o concedermi un futuro.

Scriveteil fruscio della Vostra penna sarà il mio respiro, l’inchiostro alimenterà il mio cuore ed io esisterò.



Non dimenticatemi

Severus Piton
 

7月19日

Ricordandosi di Paolo..

Oggi, 19 Luglio, si ricorda la strage di via d'amelio,ma principalmente si ricorda la vita ed il coraggio di un uomo, vissuto per 52 giorni come un "cadavere che cammina",inseguendo un sogno. Io ricordo d'aver conosciuto una donna, una donna che gira l'italia ed il mondo non per compiangere il fratello perduto,ma per portare avanti la memoria dell'uomo,del giudice, dell'ideale.
 
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« Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ne ha una volta sola. »
(Paolo Borsellino)
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« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
(Paolo Borsellino)
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« Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe »
(Lenzuolo stampato commemorativo, Palermo 1993)

                                                                                                                                              Palermo 19 Luglio 1992

 

 

Biografia

Nasce a Palermo in un quartiere povero: La Kalsa, dove vivono tra gli altri Giovanni Falcone e Tommaso Buscetta. Dopo aver frequentato il liceo classico "Meli", Borsellino si iscrive a Giurisprudenza a Palermo. Il 27 giugno 1962 all'età di 22 anni Borsellino si laurea con 110 e lode, pochi giorni dopo scompare suo padre. Borsellino si impegna con l'ordine dei farmacisti a tenere la farmacia del padre Diego fino al raggiungimento della laurea in farmacia della sorella Rita.

 

La carriera da giudice

Nel 1963 Borsellino supera il concorso per entrare in magistratura. Nel 1967 diventa pretore a Mazara del Vallo. Nel 1969 è pretore a Monreale, dove lavora insieme ad Emanuele Basile. Nel 1975 viene trasferito a Palermo e a luglio entra nell'ufficio istruzione affari penali sotto la guida di Rocco Chinnici.

Il 1980 vede l'arresto dei primi sei mafiosi grazie all'indagine condotta da Basile e Borsellino, ma nello stesso anno arriva la morte di Emanuele Basile e la scorta per la famiglia Borsellino.

In quell'anno viene costituito il pool antimafia, dove lavorano, sotto la guida di Chinnici, tre magistrati (Falcone, Borsellino, Barrile) e due commissari (Cassarà e Montana). Tutti i componenti del pool chiedono espressamente l'intervento dello Stato, che non arriva.

Il 29 luglio 1983 viene ucciso Rocco Chinnici nell'esplosione di un'autobomba e pochi giorni dopo arriva da Firenze Antonino Caponnetto. Il pool vuole una mobilitazione generale contro la mafia. Nel 1984 viene arrestato Vito Ciancimino e si pente Tommaso Buscetta. "Don Masino" come viene chiamato nell'ambiente mafioso viene arrestato a San Paolo del Brasile ed espatriato in Italia.

Buscetta descrive una mafia di cui fino ad allora si sapeva poco o nulla e la descrive in maniera molto dettagliata. Nel 1985 però vengono uccisi da Cosa Nostra, a pochi giorni l'uno dall'altro, i commissari Beppe Montana e Ninni Cassarà. Falcone e Borsellino vengono trasferiti nella foresteria del carcere dell'Asinara, dove iniziano a scrivere l'istruttoria per il maxiprocesso. Si seppe in seguito che l'amministrazione penitenziaria richiese ai due magistrati il rimborso spese ed un indennizzo per il soggiorno trascorsovi.

Il 19 dicembre 1986 Borsellino viene trasferito alla Procura di Marsala. Nel 1987 Caponnetto lascia il pool per motivi di salute e tutti (Borsellino compreso) si aspettano la nomina di Falcone, ma il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) non la vede nella stessa maniera e nasce la paura di vedere il pool sciolto.

Borsellino parla dovunque e racconta quel che accade alla procura di Palermo: per questo motivo rischia il provvedimento disciplinare e solo grazie all'intervento del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga si decide di indagare su ciò che succede nel palazzo di Giustizia.

Il 31 luglio il CSM convoca Borsellino che rinnova accuse e perplessità. Il 14 settembre Antonino Meli diventa (per anzianità) il capo del pool; Borsellino torna a Marsala, dove riprende a lavorare alacremente e insieme a giovani magistrati, alcuni di prima nomina. Inizia in quei giorni il dibattito per la costituzione di una Superprocura e su chi porne a capo. Falcone va a Roma per prendere il comando della direzione affari penali e preme per l'istituzione della Superprocura.

Con Falcone a Roma, Borsellino chiede il trasferimento alla Procura di Palermo e l'11 dicembre 1991 Paolo Borsellino, insieme al sostituto Ingroia, torna operativo alla Procura di Palermo.

Il 23 maggio 1992 nell'attentato di Capaci perdono la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco di Cillo. Due mesi prima della sua morte rilascia l'intervista ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi (19 maggio 1992). L'intervista mandata in onda da RaiNews 24 nel 2000 è di trenta minuti, l'intervista originale era invece di cinquanta minuti. In questa sua ultima intervista Paolo Borsellino parla anche dei legami tra la mafia e l'ambiente industriale milanese e del Nord Italia, facendo riferimento, tra gli altri, a Marcello Dell'Utri, Vittorio Mangano e Silvio Berlusconi.

 

La strage di via d'Amelio

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a casa di amici, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vive sua madre.

Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista Micromega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di cosa nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate. Dopo dieci anni il mistero non è risolto, ma come spesso diceva Paolo: "Non sono i mafiosi a volermi uccidere, ma qualcun'altro". I mafiosi l'hanno ucciso, ma la cosa certa è che l'ordine non arrivò dalla Sicilia, ma da Roma, da qualcuno, forse uno del Parlamento .

 

L'eredità

La figura di Paolo Borsellino, come quella di Giovanni Falcone, ha lasciato un grande esempio nella società civile e nelle istituzioni.

Un rosone in bronzo, opera di Tommaso Geraci, commemora insieme Falcone e Borsellino all'aeroporto loro dedicato di Palermo. Nell'iscrizione, si legge: "L'orgoglio della Nuova Sicilia"

Un rosone in bronzo, opera di Tommaso Geraci, commemora insieme Falcone e Borsellino all'aeroporto loro dedicato di Palermo. Nell'iscrizione, si legge: "L'orgoglio della Nuova Sicilia"

Alla sua memoria sono state intitolate numerose scuole e associazioni, nonché l'aeroporto internazionale di Punta Raisi (Palermo) e un'aula della facoltà di Giurisprudenza all'Università di Roma La Sapienza.

Anche il cinema e la televisione hanno onorato la memoria di Borsellino, ben 5 fino ad oggi sono state le pellicole dedicate, in tutto o in parte, alla vita del magistrato palermitano:

 

L'orientamento politico

Paolo Borsellino, proveniente da una famiglia di destra, nel 1959 si iscrisse al FUAN, acronimo di Fronte Universitario di Azione Nazionale (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, di cui rappresentava il ramo studentesco-universitario).

Membro dell'esecutivo provinciale, delegato al congresso provinciale, viene eletto come rappresentante studentesco nella lista del FUAN "Fanalino". In questi anni l'attività politica lo prende molto ma riesce a conciliare politica e studio senza grossi problemi. Molto tempo dopo, nelle elezioni presidenziali del 1992, il MSI votò per Paolo Borsellino come presidente della Repubblica nel corso dell'XI scrutinio.

 

Bibliografia

  • Giustizia e Verità. Gli scritti inediti di Paolo Borsellino, a cura di Giorgio Bongiovanni, Ed. Associazione Culturale Falcone e Borsellino, 2003
  • Rita Borsellino, Il sorriso di Paolo, EdiArgo, Ragusa 2005
  • Umberto Lucentini, Paolo Borsellino. Il valore di una vita, Mondadori, 1994
  • Giammaria Monti, Falcone e Borsellino: la calunnia il tradimento la tragedia, Editori Riuniti, 1996
  • Leone Zingales, Paolo Borsellino - una vita contro la mafia, Limina, 2005
  • Rita Borsellino, Fare memoria per non dimenticare e capire, Maria Pacini Fazzi Editore, 2002

7月17日

E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante...

................Quando una mattina è capace di renderti strana per l'intera giornata.........

 

Cronache di ordinaria zero-follia sui lidi livornesi. Stamani, come del resto ogni mattina, salgo sull'autobus per andare in centro, saranno state le undici..undici e mezza. Deserto.. attorno non c'era un anima viva,nemmeno fossimo nel Saara... Sorrido, non amo la folla io..prendo posto come sempre sul sedile affianco alla porta di discesa, infilo le cuffie ed accendo l'mp3, si parte solo tra 15 minuti.  Tra un brano e l'altro mi osservo in giro, francamente stupita dal poco transito della mattina e poi... nemmeno fossimo in un Fantasy di quinta categoria, ecco che arriva il Deus ex Machina della mattinata. Mi cade ( ed a chi non sarebbe caduto..) lo sguardo su un ragazzo dai capelli lunghi fino alle spalle,castano, un filino appena di barba, davvero niente male. Il cervello scatta, una molla che ho da una vita... -Io lo conosco!- Da abitudine fingo indifferenza,sia mai che mi venga alla mente dove l'ho visto,sempre che lo abbia gia visto...magari era nella foto di qualcuno...Il ragazzo ad un certo punto sale sul mio stesso autobus, incrociamo gli sguardi per un istante e sorride. Immaginatevi la mia faccia...-ALLORA TI CONOSCO DAVVERO!- Penso. Per somma sfortuna il bus va riempiendosi, e a noi non resta che osservarci di sottecchi di quando in quando. Solo prima di scendere ho il tempo di fissarlo per un istante piu lungo..

Ringrazio comunque il ragazzo.. perchè è sempre interessante avere di che ponderare durante il giorno.. XD E se ti conosco,se passi di qui...dimmi chi sei!

 

7月9日

Riflessioni d'una sera di luglio

Io a volte mi domando come sia possibile che ogni qual volta una persona si rilassa un poco rispetto al solito, divenendo un pò piu scherzosa, un pò più maliziosa, magari semplicemente un pò meno "razionale" del normale ci dev'essere sempre qualcuno che con due parole riesce a mandargli a puttane l'attimo di divertimento.
 
Io sono qui,davanti ad uno schermo, tranquilla, perchè grazie al cielo non riesco ad incavolarmi per piu di qualche millesimo di secondo per qualcosa che riguarda un forum, o comunque il vastissimo mondo di pixel di cui è fatto lo schermo; anche  perchè se fosse diversamente sarei gia una pluriomicida rinchiusa alle sughere.. -.-"
 
Vi spiego l'antefatto.. Conoscete la saga di Harry Potter si? Bene..se non la conoscete... ciacciate qua in giro e vedete che capite di quel che dirò. Alur..  ero li, bella concentrata nel fancazzeggiare su un forum a tema Harry potter, quando, non chiedetemi come perchè davvero non lo so, mi balzella alla mente ( MALATA..si..lo so.. non importa che me lo diciate..lo sento dire praticamente una volta al giorno, se va bene..,) che la siglia E.S. , citata  nel quinto libro della saga, può essere rivisitata dal suo significato di " ESercito di Silente" in "Esercito di Severus" allorchè io, patita del succitato personaggio, apro un programmino carino che fa le scrittine, e creo una scrittina della mia elucubrazione momentanea e fancazzista. BELLINA! mi dico.. e penso che ad aggiungerla alla firma del mio nick non commetto certo peccato mortale.. ( PIRLA! è peccato anche sorpassare sulla corsia di sorpasso! NON LO SAI! [Ratzinga in lontananza ammonisce ]) Bene.. lo faccio, contemplo il risultato niente male, ma non contenta, evidentemente pervasa da manie suicide, penso bene di vantarmene con gli altri utenti..convinta di essere solo una in cerca  di un attimo di ridarella...
 
Ed eccoci qui con l'attimo di..non so nemmeno come definirlo.. -.-
Subito pare che io abbia combinato chissà quale reato internazionale... e tutto questo perchè? perchè una persona che io stimo, chiamatemi imbecille, non mi interessa... io LO STIMO.. aveva la sfiga di essere assimilato al personaggio della saga di cui parlavo sopra. ( Non fatemi ripetere come si chiama..sia mai che a qualcuno vengan le bolle.. -.-") 
 
PORCO GIUDA! per poco non tiro di mezzo tutti i santi del paradiso.. ma ora che l'ho detto sto meglio!