10月30日
Samonios
Samon Mese dell’incontro con gli Avi.
È il nome abbreviato del primo mese del calendario di Coligny, il termine originale samonios o samonos o anche samonis lo troviamo in altre forme abbreviate: samo-, sam- e samoni al genitivo. Il termine sembrerebbe contenere la particella samo- che sia nelle lingue galliche che nell’indoeuropeo significa estate ed essendo posizionato esattamente a 6 mesi di distanza dal mese di Giamoni(o)s, il cui significato è attestato come Fine dell’inverno, la traduzione che sembrerebbe essere più probabile è “Fine dell’estate”. Nonostante queste apparenti evidenze è forse più verosimile che Samonios abbia anche altri significati, lasciando al mese di Edrini il compito di chiudere ufficialmente la bella stagione, anche in accordo con i tempi agricoli. Secondo alcune ipotesi sempre più accreditate tra gli studiosi il termine irlandese Samain così come il gallico Samoni(o)s, pur contenendo il prefisso samo-, avrebbe poca attinenza con l’estate, anzi alcuni ritengono che potrebbe addirittura fare riferimento al solstizio invernale anche se tale ipotesi è poco accreditata. In effetti è verosimile che il significato di samonios sia prossimo a quello di “assemblea, riunione”, da cui l’antico irlandese samain (termine che deriva da essaim e che indica le api), anche in sanscrito sàmanam significa “assemblea, riunione, festa”, nell’antico norreno saman significa “insieme, gruppo”, infine la radice indoeuropea sem-, som-, sm- significa proprio “insieme”. Dal gallico samoni(o)s deriva indubbiamente il nome della festa panceltica di Samain, dedicata ai morti. Infatti troviamo sul calendario di Coligny in coincidenza con il 17° giorno di Samonios l’indicazione trinox samo[ sindiv (trinoxtion Samoni sindiu) “da oggi la festa delle tre notti di Samonios”. La festa è ancora celebrata oggi sotto altri nomi e secondo il folklore moderno durante questo periodo le entità soprannaturali e gli spiriti degli Avi e dei morti in generale entrano in contatto con i viventi. Ricollegando perciò la festa di Trinoxtion Samoni alla moderna festa irlandese di Samain, passata in tempi più recenti al resto del mondo anglofono come Halloween, e facendo riferimento poi a allocuzioni simili in greco e sanscrito il significato diventa "momento (luogo) di incontro con gli Avi” o "riunione con i Padri" (sm-uid- e sam-vid).
Un giorno una vecchia rugosa, con occhi neri e infossati si fermò in un bosco.
Qualche centinaio di fa.
Rosta era parte di quel bosco.
La vecchia veniva guardata con sospetto, perché non prendeva parte alle chiacchiere paesane.
Non si celava nessun mistero, era stata cresciuta dalla perpetua del parroco, nel paese da cui proveniva, quando cominciò a diventare donna fu molestata dal curato.
La perpetua cercò di evitare che la ragazza fosse stuprata;le diede 3 monete d'oro, il suo scapolare, le aveva insegnato i rimedi per curare le malattie con le erbe.
Rimedi semplici, impiastri, infusi, impacchi ed altro.
Quando la ragazza lasciò la parrocchia passò la notte vicino ad una casetta illuminata da una luce fioca.
Fu scossa da un forte tremito, un brivido di freddo tagliò l'aria con lame di ghiaccio ... era entrata la Morte nella casa dove viveva un vecchio.
Presa da coraggio spalancò la porta e vide gli occhi della Morte.
Si sentì derisa da quello sguardo, aveva paura ma la guardò negli occhi e respirò forte.
Nel cuore della ragazza c'era tanto dolore, sgomento, paura eppure alzo le mani, se le poggiò sul cuore e tirò fuori una spada di Luce.
La morte ama le tenebre, la Luce che usciva dal cuore della ragazza, illuminò il borgo; accorsero tutti a spiavano dalla finestra.
Con gli occhi chiusi la piccola guaritrice staccò la cuore una delle sue mani e invase di raggi di Luce il cuore del vecchio.
Era incredibile!
Si stava svegliando, come se avesse fatto un lungo sogno, e poi era tornato indietro.
La guaritrice si fermò in molti luoghi fino a quando, il giorno della festa celtica di Samaine, si fermò nel bosco.
La festa é un avvenimento molto particolare.
Si fa un gran caos per tutta la notte del 31 ottobre ed il primo giorno di novembre si mette tutto in ordine.
La ragazza era arrivata, fu amante e allieva di un grande alchimista, pittrice, conobbe i segreti dei colori, studiò l'effetto della Luna sulle erbe, vedeva attraverso le fiamme, la sua Vista era vista interiore, riusciva a vedere il processi molecolari nel corpo umano, attraverso il dono della Vista riuscì a presagire terremoti, alluvioni e siccità.
Se la sua conoscenza non fosse stata così vasta e pura, se avesse chiesto dei soldi potevano darle della strega, o ciarlatana ma lei non si fermava a lungo in un posto.
La sera di Samaine davanti al fuoco apparvero: una bambina, una fata, un guerriero,un matto, una odalisca ed una madre.
Presero la vecchia per mano e danzando intorno al fuoco dissero noi siamo tutte le facce della Dea Madre Femminile.
"Ti accogliamo come curandera e tu ricordati di portare dentro una parte di noi.
Furono attimi di profonda emozione poi si abbracciarono.
Con gesto benedicente la vecchia chiamo quel luogo per nome:
Ascarabaz.
".... sono consapevole di avere dentro di me
la scintilla divina della Creazione; per questo
oggi sono qui.
Ho trovato la distanza tra me ed il dolore camminando
sui braci ardenti.
Ho trovato la mia via."
10月27日
Un giovane di nome Tristan cerca di conquistare il cuore dell'algida e bella Victoria, l'oggetto del suo desiderio, cercando di portarle in dono una stella caduta.
Da qualche parte nell'Inghilterra vittoriana c'è un muro di mattoni che separa il villaggio reale di Wall da Stormhold, una città fantastica governata da un re malvagio e abitata da streghe e creature magiche. Al di qua del muro vive Tristan, un giovane garzone che sogna l'avventura e il grande amore. Figlio di una principessa del regno di Stormhold e di un inglese, il ragazzo decide di attraversare il muro per donare una stella alla ritrosa Victoria. La stella, Yvaine, è una fanciulla luminosa precipitata dal cielo alla morte del sovrano. Il suo cuore immacolato è bramato da Lamia, una strega crudele che vorrebbe strapparlo e divorarlo per riconquistare la giovinezza. Sul petto di Yvaine batte il rubino che permetterebbe ai sette principi, rivali e litigiosi, di regnare su Stormhold. Braccata dai desideri dei malvagi, spetterà a Tristan proteggere lo splendore di Yvaine.
Tratto dal romanzo illustrato di Neil Gaiman e Charles Vess, pubblicato per la prima volta nel 1998, "Stardust" è la favola che tutti vorrebbero leggere e, adesso, vedere. La versione cinematografica di Matthew Vaughn non delude le attese del pubblico grazie alla perfezione delle immagini, alla tecnologia sbalorditiva impiegata per gli effetti speciali e all'efficacia della recitazione. Il regista inglese crea sullo schermo un mondo fantastico dove si ragiona in termini supremi: la lotta tra il Bene e il Male, il senso insaziabile dell'uomo per la ricerca di una stella, dell'amore vero, della casa e del destino ultimo. Come ogni eroe, Tristan varcherà la soglia, il muro di Wall, e affronterà l'ignoto e l'incanto dell'avventura: volare con un pirata frivolo che imprigiona i fulmini o scontrarsi con una strega nomade che trasforma una principessa in un fringuello.
Un soggetto da rito di passaggio su come un "garzone" riesca a riconciliarsi con le umiliazioni subite e a scoprire le proprie incredibili possibilità. La "polvere cosmica" di Vaughn ha dalla sua (anche) la qualità superiore di tutte le interpretazioni, con punte massime nell'autenticità degli "adolescenti", Claire Danes e Charlie Cox, pieni di stupore e di angoscia nello stare al gioco di se stessi. Si aggiungono i numeri accattivanti di Michelle Pfeiffer, strega radiosa che Vaughn magnifica in straordinari primi piani, e Robert De Niro, filibustiere vezzoso col vizio del travestitismo.
Dicono che quando un uomo possieda il cuore di una stella non debba temere la morte....dicono anche che le stelle ci osservano e si compiacciono del vivere umano. A tutti quelli che ancora aspettano che cada la stella destinata a loro.... non smettiamo di sperare!!!